Nazionale

L'inquietudine del terzo settore, per salvare le democrazie

Democrazia e partecipazione al centro dell'Assemblea nazionale del Forum del Terzo settore: "Aiutare la politica a ritrovare un'anima"

 

L’inquietudine del terzo settore, quella di chi si mischia ed impara ad ascoltare i brusii di fondo, quelli che arrivano dagli ultimi banchi e che non sente nessuno. Allora sí, impari quello che non sta sui libri e sta sulla strada. Un’inquietudine da recuperare: se ne è parlato molto nel corso dell’incontro “Democrazia e partecipazione: il ruolo del terzo settore” che si è tenuto a Roma giovedi 29 ottobre, in occasione dell’Assemblea nazionale del Forum del Terzo settore. 

Un’inquietudine che illumina e orienta, ha ricordato Emiliano Manfredonia, presidente Acli, prendendo spunto dalla “Magnifica Humanitas”, la prima lettera enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.

Se la capacità trasformativa della nostra democrazia è messa alla prova, come ha ricordato Giancarlo Moretti, portavoce del Forum del Terzo settore ed esiste uno scollamento tra le istituzioni e le richieste di partecipazione, "c’è bisogno di investire in politiche sociali e affrontare alla radice le disuguaglianze divenute inaccettabili”.

Partecipazione e democrazia, la postura del terzo settore: che cosa significano alla luce della situazione che viviamo? "Democrazia e partecipazione, valori costituzionali, vanno collegati ad un'altra parola chiave: libertà - ha detto Walter Massa, presidente Arci - Oggi sono in discussine le nostre libertà e c'è una svolta autoritaria in tutto il mondo. I ragazzi e gli studenti stanno protestando proprio per questo, abbiamo bisogno di aprire spazi e fare spazio ai giovani".

Il mondo sta cambiando in maniera velocissima ed è in atto un processo che spinge verso le autocrazie. Anzi: il 72% della popolazione mondiale vive in regimi non democratici. In questa situazione la partecipazione che fine fa? E la democrazia conviene ancora? Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale: “Ci vorrebbe un nuovo Montesquieu sulla divisione dei poteri. Oggi il tema è quello di distinguere e tenere su binari separati il potere politico e il potere tecnocratico”. 

Sullo sfondo di questa spinta verso governi autocratici, che affiora in prospettiva,  esiste un rischio di normalizzazione per il terzo settore?  Paolo Venturi, Direttore di Aiccon Research Center: "Il terzo settore non deve cadere nella trappola tecnocratica. Il terzo settore vive e propsera se tiene vivo il fuoco della sua biodiversità e della sua identità. Il suo ruolo non è quello di occupare spazi lasciati vuoti da altri. Ma sta nel promuovere e generare valore attraverso il principio relazionale, che si nutre di democrazia e di rapporti orientati agli altri, al bene comune. Per questo il terzo settore ha una responsabilità in più: trasformare i modelli di sviluppo sociali, economici, democratici".

Il terzo settore può giocare un ruolo importante nella ricerca di senso da dare alla vita in quanto corpo intermedio: riempire il vuoto che lascia la politica. Che è la causa maggiore del suicidio della democrazia. Anche per questo rappresentanza, partecipazione e democrazia sono saldate tra di loro.

Ma la politica è disposta a cedere questo ruolo al terzo settore? A farsi aiutare a ritrovare un’anima? “Alla politica conviene ritrovare un’anima - risponde Antonini - Il terzo settore è un continuo esercizio di democrazia, è una palestra di bene comune, che può aiutare le democrazie a non svuotarsi. I milioni di volontari che esistono sono una straordinaria e immensa società solidale. Le Regioni possono essere le pioniere di una nuova società dell’amministrazione condivisa. Il terzo settore può contribuire a dare alle pubbliche amministrazioni un volto umano e non trattare le persone soltanto come pratiche burocratiche. (di Ivano Maiorella)

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La rubrica Tra le righe del Giornale Radio Sociale ha approfondito i temi dell'Assemblea del Forum terzo settore, intervistando Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale. ASCOLTA L'AUDIO

ASCOLTA IL GRSWEEK CON GLI INTERVENTI DI Emiliano Manfredonia, presidente Acli; Giancarlo Moretti, portavoce Forum terzo settore; Walter Massa, presidente Arci; paolo Venturi, direttore di Aiccon Research Center; Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale